La strategia di internazionalizzazione in Europa e negli USA

Nella prima metà degli anni ’90 il Gruppo Sofidel ha concepito e impostato la sua strategia di crescita industriale in Europa e negli Stati Uniti. Il processo di internazionalizzazione si è basato fondamentalmente su tre presupposti: il consolidamento del marchio Regina in Italia, lo sviluppo della marca del distributore all’estero e l’internazionalizzazione della produzione.

Nella seconda parte degli anni ’90 e nel primo decennio del 2000 la strategia di internazionalizzazione è stata implementata.

Tale strategia è caratterizzata da alcuni elementi strategici di fondo (vedi box) che hanno permesso al Gruppo di raggiungere gli obiettivi desiderati.

In particolare, il Gruppo Sofidel ha pianificato di raggiungere un’adeguata copertura nelle diverse aree geografiche d’Europa attraverso la realizzazione di insediamenti produttivi, prima nelle aree occidentali e centrali dell’Europa e successivamente nei Paesi dell’Est, del Nord e del Sud (sfruttandone le potenzialità di crescita dei consumi).

Elementi strategici alla base del processo di internazionalizzazione

  • Impianti produttivi in Europa e in USA. Ciò ha consentito di avere rapporti diretti con le centrali di acquisto internazionali delle grandi catene commerciali (GDO) e di contenere i costi di logistica.
  • Opportunità di sfruttare le economie di scala e di transazione.
  • Possibilità di beneficiare delle differenze per alcune voci di costo che caratterizzano la produzione (energia, manodopera, logistica).
  • Vantaggi ambientali (meno emissioni da trasporto).

Gli investimenti iniziali sono stati prevalentemente di tipo greenfield, con la realizzazione di nuovi impianti integrati con caratteristiche tecniche moderne e di dimensioni singole elevate. In questo modo il Gruppo ha raggiunto in Europa livelli di efficienza produttiva superiori ai grandi competitor internazionali e produzioni di qualità elevata.

I siti produttivi nuovi sono stati pensati per essere multi-prodotto e non, come avveniva in molti casi per alcuni grandi competitor, dedicati a singole tipologie di prodotti.

Gli impianti dislocati nei diversi Paesi sono in grado di produrre prodotti identici in modo da poter soddisfare i grandi clienti europei (catene della GDO) con il medesimo profilo qualitativo in tutti i Paesi.

Nella seconda fase della crescita internazionale, una volta raggiunti i benefici di efficienza produttiva e logistica, flessibilità e qualità, sono state realizzate acquisizioni di aziende e stabilimenti per accelerare il processo di crescita.

A completamento della strategia di internazionalizzazione, tutte le aree europee, in cui le aziende del Gruppo operano, dispongono di impianti integrati (cartiera e converting).

Il cambiamento strategico volto all’internazionalizzazione è stato molto importante anche dal punto di vista della cultura aziendale e della motivazione del capitale umano. È stato un passaggio fondamentale poiché ha offerto la possibilità per molte persone in azienda di assumere nuove posizioni di prestigio e ha consentito di maturare esperienze e competenze internazionali preziose per lo sviluppo futuro.

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