Un interesse sempre più globale per l’ambiente

Il 2019 sarà ricordato come un anno di svolta per l’impatto mediatico che hanno avuto il tema del cambiamento climatico e i rischi a esso collegati, quali, ad esempio, incendi e scarsità idrica: l’attenzione da parte dei media è stata pienamente confermata dall’ultima edizione del “The Global Risks Report”, pubblicato dal World Economic Forum in vista dell’incontro annuale a Davos.

Questa pubblicazione annuale, giunta ormai alla sua 15esima edizione, ha confermato il trend di crescita degli ultimi anni per tutti i rischi dell’area ambientale, rappresentata ormai da ben 5 fattori di rischio tra i 10 ritenuti più importanti per gravità e possibilità di realizzarsi (fallimento della gestione del cambiamento climatico, eventi climatici estremi, disastri naturali, disastri ambientali causati dall’azione antropica, perdita di biodiversità).

La ragione è evidente: il fenomeno del cambiamento climatico sta accelerando. Gli ultimi cinque anni sono stati i più caldi registrati, i disastri naturali stanno diventando sempre più intensi e frequenti e nel 2019 sono avvenuti eventi estremi, senza precedenti. Nella pubblicazione si stimano danni collegati ai disastri naturali ammontanti a 165 miliardi di dollari, il 50% dei quali non coperti da assicurazione3.

Ricordando i maggiori eventi del 2019, è infatti impossibile non ripensare a disastri ambientali come i numerosi incendi divampati in Amazzonia e, soprattutto, in Australia, la cui incontrollata espansione è stata favorita dalle particolari situazioni climatiche di siccità e vento forte, collegabili proprio al climate change: questi eventi hanno suscitato particolare interesse su un’opinione pubblica già particolarmente ricettiva sin dalla fine del 2018, sensibilizzata da eventi di partecipazione di massa come le manifestazioni dei Fridays for Future, raggiungendo una copertura mediatica mai vista prima.

Prova di questo terreno fertile per le tematiche ambientali sono state anche le elezioni europee del 2019, che sono state caratterizzate da una crescita di oltre il 50% rispetto alle ultime elezioni della rappresentanza dei partiti aventi l’ambiente come tema centrale del proprio programma: il successo di queste formazioni politiche, seppure ancora minoritarie, ha avuto probabilmente influenza sull’annuncio da parte della Commissione Europea del successivo European Green Deal.

In questo contesto sociale un processo di produzione come quello della carta, caratterizzato da tre importanti aspetti ambientali, quali l’utilizzo di una materia prima di origine forestale e l’alto consumo energetico e idrico, rappresenta un “osservato speciale” da parte di tutti i portatori di interesse.

Nonostante gli importanti traguardi già raggiunti nel corso degli ultimi anni, Sofidel ha moltiplicato i propri sforzi per ridurre ulteriormente i vari aspetti del proprio impatto ambientale, definendo nuovi obiettivi ancora più ambiziosi e sfidanti, seguendo e facendo proprie le indicazioni dei Sustainable Development Goals dell’ONU (SDGs) e la strategia adottata recentemente dalla Commissione Europea e descritta nell’European Green Deal.

Ne sono un esempio l’approvvigionamento di cellulosa proveniente nella sua totalità da una filiera garantita da standard quali FSC® o PEFCTM, ovvero gestita in maniera responsabile, gli impegni presi negli anni precedenti per la riduzione delle emissioni climalteranti sia dirette sia di tutta la filiera, gli investimenti per la riduzione della propria impronta idrica e l’impegno alla riduzione del consumo di materie plastiche convenzionali come l’imballaggio per gli articoli immessi sul mercato.


3. "The Global Risks Report 2020" (15th edition).

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