Sofidel e il cambiamento climatico

La conferenza sui cambiamenti climatici di quest’anno (COP25) non ha sancito misure vincolanti sul taglio delle emissioni. Queste decisioni saranno riprese in considerazione solo durante il prossimo evento previsto a Glasgow nel 2020.

I contributi volontari nazionali, i cosiddetti Nationally Determined Contributions (NDC), decisi a Parigi durante la COP21, non sono più, e da tempo, considerati adeguati a mantenere il riscaldamento globale entro il limite stabilito come necessario dalla comunità scientifica (1,5 °C in più nel 2100 rispetto all’era pre-industriale), ma consentirebbero solo, secondo le proiezioni più recenti, di rimanere sotto i 3 °C4. Tale aumento causerebbe comunque irreparabili catastrofi ambientali: una situazione grave che, insieme ai risultati delle elezioni europee di quest’anno, ha spinto la Commissione Europea ad avviare una politica comunitaria ambientale più decisa, la European Green Deal, che caratterizzerà la strategia economica del continente per i prossimi anni. La visione della Commissione Europea è estremamente ambiziosa, soprattutto per quanto riguarda le misure contro il cambiamento climatico: il piano prevede infatti di ridurre di almeno il 50% le emissioni di gas climalteranti entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 fino ad arrivare a un bilancio netto di zero emissioni entro il 2050, con una strategia che sarà definita.

In un simile contesto, aziende di grandi dimensioni come Sofidel si sentono necessariamente investite della responsabilità, etica ed economica, di accompagnare questo nuovo corso: proprio per questo motivo è importante segnalare l’adesione di Sofidel al programma internazionale Science Based Targets (SBT), un’iniziativa nata dalla collaborazione tra l’organizzazione internazionale non-profit CDP, lo United Nations Global Compact (UNGC), il World Resources Institute (WRI) e il World Wide Fund for Nature (WWF). L’iniziativa Climate Savers di WWF International, a cui Sofidel partecipa fin dal 2008, riconosce l’iniziativa SBT e incoraggia i propri partner ad associarsi; pertanto i due programmi sono perfettamente compatibili e integrati. Nel novembre del 2019 Sofidel ha sottoposto ad analisi i propri obiettivi, rivisti secondo le indicazioni del programma SBT, e al momento della stesura del presente Report la proposta di Sofidel è in fase di analisi da parte di tecnici del World Resources Institute. Qualora fossero approvati, tali obiettivi sarebbero da considerare in linea con le previsioni di contenimento dell’aumento della temperatura globale ben sotto ai 2 °C.


4. “Special Report on Global Warming of 1.5 °C”, redatto dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC).

Metodi di calcolo per le emissioni di Scopo 2

Secondo le regole contabili fornite dal GHG Protocol, le emissioni di Scopo 2 sono quelle imputabili all’acquisto di energia elettrica, vapore o altri flussi energetici per riscaldamento o raffrescamento. Il calcolo di tali emissioni per l’acquisto di energia elettrica dalle reti di distribuzione può essere effettuato con due diversi approcci. Location-based: questa metodologia di calcolo delle emissioni prevede l’utilizzo di fattori di emissione medi relativi agli specifici mix energetici nazionali di produzione di energia elettrica. Market-based: questo approccio prevede l’utilizzo di fattori di emissione definiti su base contrattuale con il fornitore di energia elettrica. In assenza di specifici strumenti contrattuali, è utilizzato il fattore di emissione relativo al mix residuo del fornitore di energia elettrica o, in caso non fosse disponibile quest’ultimo, dello Stato che ospita ciascun stabilimento del Gruppo Sofidel. Il mix residuo è rappresentato dalle fonti energetiche utilizzate per la produzione di energia elettrica, dopo la rimozione della componente collegata a sistemi di tracciabilità dell’energia, quali Garanzie di Origine (GO) o altri sistemi di certificazione dell’energia rinnovabile (RECS). I fattori di emissione medi nazionali usati dall’approccio location-based sono di norma più bassi di quelli corrispondenti calcolati sulla base dei mix residui richiesti dalla metodologia market-based.

Emissioni di CO2 – scopo 1 e 2 / market-based


* Le emissioni di Scopo 2 sono state calcolate con approccio GHG marketbased. Agli stabilimenti di Sofidel UK, eccetto Sofidel UK Baglan, e agli stabilimenti del gruppo Werra, Sofidel Germany e Sofidel Spain sono stati attribuiti i coefficienti di emissione, corrispondenti alla specifica fornitura di energia elettrica, dichiarati dai fornitori. Le restanti emissioni del 2019 e quelle del 2018 sono state calcolate con i coefficienti dei mix residui. (Fonti: Green-e Residual Mix per gli stabilimenti in USA, AIB European Residual Mix per gli stabilimenti in Europa)

Per poter valorizzare le azioni di miglioramento dei produttori di energia elettrica, già a partire dal 2018 e per i prossimi anni sarà applicato un approccio di tipo market-based per il calcolo delle emissioni di Scopo 2 del Gruppo Sofidel, come riportato nel grafico qui sopra.

Questo nuovo approccio è stato scelto perché più adeguato per rendicontare la strategia di approvvigionamento energetico di Sofidel, che nei prossimi anni perseguirà una politica di scelta dei fornitori di energia elettrica sulla base dei mix energetici, privilegiando le fonti rinnovabili o in ogni caso a minor impatto.

Rispetto al dato di emissione registrato nel 2018 Sofidel è riuscita a ottenere nel 2019 una riduzione delle emissioni di CO2 per tonnellata di prodotto del 4,2%: il risultato è stato raggiunto grazie alla selezione dei fornitori di energia elettrica sulla base del loro impatto ambientale: un miglioramento che con il precedente approccio location-based non sarebbe stato apprezzabile, come riportato nel grafico qui sotto, in quanto quest’ultima metodologia abbina a qualunque fornitura di energia elettrica le medie degli Stati di appartenza degli stabilimenti, non mantenendo traccia degli effettivi mix energetici acquistati dal Gruppo.

Emissioni di CO2 – scopo 1 e 2 / location-based


* Per tutti gli anni riportati le emissioni derivanti dall’acquisto di energia elettrica di rete e calore sono state calcolate con approccio location-based, utilizzando i relativi coefficienti di emissione nazionali medi rispettivamente del periodo 2013-2015, 2014-2016, 2015-2017, pubblicati da IEA 2019 (“Emission Factors”).

Per quanto riguarda le emissioni indirette (Scopo 3) di CO2, ossia quelle che non sono sotto il controllo gestionale di Sofidel (ad esempio quelle relative alla produzione di materia prima, agli ausiliari alla produzione e ai trasporti), è stato possibile per l’anno 2019 includere nella rendicontazione le componenti più significative a valle.

Sono state così computate le emissioni dovute alla distribuzione sia dei prodotti semilavorati sia dei prodotti finiti, per un totale di 144.500 t CO2, corrispondenti a 132 kg CO2/t carta5. Inoltre, è stato valutato l’impatto dell’utilizzo degli imballaggi consumati (carta e imballaggi plastici) pari a 146.547 t CO2, corrispondenti a 130 kg CO2/t carta6.


5. I fattori di emissioni utilizzati sono stati ottenuti tramite DEFRA (“2008 Guidelines to Defra’s GHG Conversion Factors: Methodology Paper for Transport Emission Factors”). La configurazione adottata per il calcolo comprende il viaggio di andata a pieno carico.
6. I fattori di emissioni utilizzati provengono dal database Ecoinvent 3.4.

Altre emissioni in aria

Oltre alla CO2 , altre emissioni significative derivanti dall’attività produttiva sono quelle degli ossidi di azoto (NOx ): questo gruppo di emissioni deriva dai processi di combustione, in presenza di aria, che si verificano nel processo di produzione cartario, ossia caldaie e impianti di asciugatura del foglio. Il computo degli ossidi di azoto avviene normalmente tramite misurazioni effettuate sui camini secondo le metodologie richieste dalla normativa vigente nei singoli Paesi. Laddove le misure non sono richieste (Sofidel America Haines City, Sofidel America Circleville, Sofidel France Roanne, Sofidel Germany, Sofidel Greece, Sofidel Poland, Werra), le emissioni sono state stimate utilizzando la media del Gruppo. Il dato specifico nel grafico a fianco si riferisce al consumo di combustibile che genera l’emissione (principalmente gas naturale).

Sono stati inoltre emessi 81,5 kg di SOx correlati all’utilizzo di biomasse per l’alimentazione delle caldaie presso lo stabilimento di Sofidel France Frouard. Sono stati emessi in quantità trascurabili, in quanto estranei alle attività caratteristiche del Gruppo, altri gas a effetto serra, come le perdite di gas refrigeranti fluorurati equivalenti a emissioni di circa 897 tonnellate di CO2.


7. Emissioni equivalenti calcolate utilizzando i coefficienti GWP (Global Warming Potential) descritti nel Regolamento Europeo N° 517/2014.

Emissioni di ossidi di azoto (NOx) totali e specifiche degli stabilimenti del Gruppo Sofidel

Torna indietro