Presidio e gestione dei rischi

Strategie e rischi associati agli aspetti economico-finanziari

Dall’Integrated Finance Organization all’Integrated Business Planning

Nel corso degli ultimi anni il Gruppo, sulla base delle best practice internazionali, ha avviato un percorso di integrazione e standardizzazione delle procedure amministrative/ contabili e finanziarie e dispone presso tutte le società del Gruppo di un unico programma gestionale integrato ERP SAP. Il modello a cui il Gruppo si è ispirato è conosciuto in ambito internazionale come Integrated Finance Organization (IFO).

Il corretto funzionamento dell’IFO è propedeutico all’implementazione dell’ulteriore modello meglio conosciuto come Integrated Business Planning (IBP).

Tale modello poggia sull’idea che l’azienda (o l’insieme delle aziende) è vista come un intero e non come una somma di singoli elementi.

A livello pratico ciò significa tradurre la pianificazione strategica di Gruppo in obiettivi operativi per il raggiungimento delle performance economico-finanziarie prefissate.

In estrema sintesi il funzionamento del modello poggia sui seguenti step:

  • la pianificazione strategica detta le linee guida;
  • la pianificazione operativa rappresenta lo strumento di attuazione della pianificazione strategica;
  • la pianificazione economico-finanziaria è la conseguenza del disegno strategico.

La sostenibilità economico-finanziaria quindi è perseguita attraverso l’implementazione e l’ottimizzazione dell’Integrated Business Planning, quale modello di pianificazione, gestione e controllo integrato del business.

Il Gruppo, a partire dal 2019, si è dotato di strumenti di analisi per approfondire tutte le implicazioni economiche e finanziarie connesse all’adattamento e al cambiamento climatico mondiale. I risultati di tale analisi saranno esposti nel Report Integrato 2020.

I RISCHI: LA TUTELA DEL PATRIMONIO ECONOMICO E FINANZIARIO
TIPOLOGIA DI RISCHIO DESCRIZIONE DEL RISCHIO POLITICA DI GESTIONE DEL RISCHIO
Rischio di credito Il rischio di credito è espresso dall’esposizione a potenziali perdite derivanti dal mancato adempimento delle obbligazioni assunte dalle controparti sia commerciali che finanziarie. Tale rischio discende principalmente dalla possibilità che si verifichi un deterioramento della situazione economico-finanziaria della controparte, ovvero, estremizzando, una situazione di default della stessa. Nei confronti delle controparti di natura commerciale, il Gruppo si cautela attraverso:
  1. la stipula di polizze assicurative con primarie compagnie operanti a livello internazionale;
  2. la diversificazione delle compagnie tra Paese e Paese, ma anche tra società e società e canale di vendita;
  3. il rispetto degli affidamenti assicurativi;
  4. la previsione di pagamenti anticipati laddove non operi la copertura assicurativa;
  5. una politica volta a ridurre al minimo la concentrazione di crediti;
  6. la quantificazione del rischio in analisi a livello di budget attraverso l’impiego del modello IFO e la successiva condivisione dei dati di budget con le compagnie assicurative;
  7. l’utilizzo del Grade quale indicatore di solvibilità a breve termine, rilasciato e aggiornato dalle compagnie di assicurazione per i clienti su cui è stato richiesto un affidamento;
  8. il rispetto dei termini di pagamento mediante la sospensione degli ordini per i clienti morosi da oltre dieci giorni;
  9. il rispetto dei plafond extrafido assegnati per Line of Business Region al fine di monitorare e mitigare il rischio credito non assicurato.
Per quanto riguarda l’aspetto finanziario, il Gruppo risulta esposto al rischio di credito per la relazione in essere con Istituti finanziari. Tali rischi sono rappresentati da:
  1. revoca parziale o totale degli affidamenti uncommitted in essere, a cui il Gruppo fa fronte:
    • avendo potenzialmente accesso a un’ampia gamma di fonti di finanziamento offerte da molteplici Istituzioni finanziarie che permettono di ridurre il rischio di esposizione pro-quota;
    • sviluppando il ricorso a linee RCF committed di durata superiore all’anno che, grazie alla loro flessibilità, possono essere utilizzate per stabilizzare le coperture di fabbisogno corrente.
      Il Gruppo prosegue nel monitoraggio sistematico dell’evoluzione del sistema bancario europeo evidenziando che quanto sinora avvenuto (concentrazioni, fusioni, acquisizioni) non ha comunque avuto riflessi diretti sull’operatività del Gruppo;
  2. prelievi forzosi su giacenze bancarie (Bail-in operativo dal 1° gennaio 2016), il cui rischio viene attenuato attraverso l’obiettivo di minimizzare le giacenze ricorrendo a linee di fido per scoperto di conto corrente.

Ulteriori informazioni sono riportate nelle note esplicative al Bilancio Consolidato 2019.
Rischio di prezzo e di variazione dei flussi finanziari È il rischio che il fair value o i flussi finanziari futuri di uno strumento finanziario fluttuino in seguito a variazioni dei prezzi di mercato (diverse dalle variazioni determinate dal rischio di tasso d’interesse o dal rischio di valuta) sia che le variazioni siano determinate da fattori specifici del singolo strumento finanziario o del suo emittente sia che esse siano dovute a fattori che influenzano tutti gli strumenti finanziari similari negoziati sul mercato. Il rischio di variazione dei prezzi delle commodities acquistate (cellulosa ed energetici) può impattare in misura significativa sui risultati operativi e finanziari del Gruppo.
Al riguardo, per l’acquisto di cellulosa il Gruppo effettua una pianificazione degli approvvigionamenti che tiene conto sia del fabbisogno produttivo sia dell’andamento del prezzo di mercato della cellulosa.
Il Gruppo per mitigare la variazione del prezzo dell’energia elettrica e del gas:
  • seleziona fornitori di elevata affidabilità in grado di offrire un servizio flessibile di fornitura della commodity energetica (contratti indicizzati con possibilità di hedging);
  • monitora costantemente i mercati energetici e adotta strategie di copertura dei volumi di gas ed energia elettrica;
  • monitora e partecipa a tutte le possibili opportunità di agevolazioni economiche in ambito energetico.
Rischio di tasso di cambio Il rischio di tasso di cambio deriva dal fatto che le attività del Gruppo, che opera in un contesto internazionale, sono condotte anche in valute diverse dall’euro. In linea generale, il rischio di cambio per il Gruppo può essere suddiviso in tre differenti categorie:
  • rischio economico, derivante dalle fluttuazioni dei tassi di cambio che possono comportare un effetto sul risultato economico e quindi sulla redditività aziendale pianificata in fase di conclusione degli ordini di acquisto sulla base di un cambio di riferimento definito al momento della predisposizione dell’ordine medesimo. Tale rischio può quindi avere un’estensione temporale compresa tra la predisposizione dell’ordine e la data di manifestazione economica dello stesso (i.e. fatturazione). Gli elementi oggetto di copertura riguardano principalmente impianti e macchinari (cespiti) e materie prime (i.e. cellulosa) che rappresentano futuri costi in valuta estera. Le coperture avvengono principalmente mediante la sottoscrizione di contratti derivati di acquisto a termine di valuta estera basandosi sulle date di stima della manifestazione economica futura degli elementi coperti;
  • rischio transattivo, derivante dalle oscillazioni dei tassi di cambio su poste patrimoniali in valuta iscritte in bilancio. In particolare, per il Gruppo tale rischio è rappresentato dalle differenze tra il cambio di registrazione in bilancio dei crediti o debiti in divisa estera e quello di registrazione del relativo incasso o pagamento. Tale rischio ha quindi un’estensione temporale compresa tra la data di iscrizione della posta patrimoniale in bilancio e il suo regolamento. Le coperture, per tale tipologia di rischio di cambio, avvengono mediante la sottoscrizione di contratti derivati di vendita a termine o di acquisto a termine di valuta estera, anche ricorrendo alla compensazione delle posizioni (c.d. “netting”) tra crediti e debiti espressi nella stessa divisa estera;
  • rischio traslativo, che emerge in sede di consolidamento e che deriva dalla conversione in euro di bilanci di società controllate redatti in valute diverse dall’euro. Il Gruppo non effettua la copertura di tale tipo di esposizione.
    Ulteriori informazioni sono riportate nelle note esplicative al Bilancio Consolidato 2019.
Rischio di tasso di interesse Le oscillazioni dei tassi di interesse interni a ciascun Paese, così come il diverso valore degli stessi riferiti a ciascuna divisa in cui opera il Gruppo, influiscono sui flussi di cassa e sul livello degli oneri finanziari netti consolidati. Il Gruppo adotta una politica attiva di monitoraggio del rischio legato all’oscillazione dei tassi di interesse, valutando il profilo di rischio delle proprie esposizioni e gestendolo/modificandolo mediante la stipula di strumenti finanziari derivati, al fine di stabilizzare gli oneri finanziari netti. Gli strumenti finanziari derivati stipulati dal Gruppo sono di tipo plain vanilla (ad esempio, Interest Rate Swap e Interest Rate Option), privi di alcun contenuto di rischio o speculazione, caratterizzati anche da strutture che permettano, nel breve, di beneficiare della riduzione degli oneri finanziari.
Ulteriori informazioni sono riportate nelle note esplicative al Bilancio Consolidato 2019.
Rischio di liquidità È il rischio che il Gruppo non sia in grado di rispettare gli impegni di pagamento a causa della difficoltà di reperire fondi (funding liquidity risk) o liquidare prontamente attività sul mercato (asset liquidity risk). A tal fine, attraverso una programmazione attenta della tesoreria, viene perseguito l’obiettivo di garantire un livello di liquidità adeguato, minimizzando il relativo costo/opportunità e mantenendo un equilibrio in termini di durata e composizione del debito. Inoltre, il Gruppo, grazie anche alla sua solidità patrimoniale e alle sue dimensioni internazionali, ha accesso a un’ampia gamma di fonti di finanziamento offerte da molteplici Istituzioni finanziarie che permettono di diversificare e ridurre il rischio di esposizione.
Non esistono altri debiti, finanziari e/o commerciali, diversi da quelli esposti nello stato patrimoniale, che comporteranno esborsi a carico delle società del Gruppo in virtù di specifici accordi.
Ulteriori informazioni sono riportate nelle note esplicative al Bilancio Consolidato 2019.
Rischio legale/ di compliance/ di reputazione I rischi legale/di compliance/di reputazione riguardano la possibilità di incorrere in sanzioni e/o perdite finanziarie derivanti da violazioni di leggi, normative secondarie, regole, standard aziendali e codici di condotta. Il Gruppo opera a più livelli per limitare questi rischi, che risultano trasversali ai diversi processi aziendali. In particolare, il Gruppo persegue tali obiettivi attraverso:
  • la gestione proattiva degli asset intangibili, finalizzata alla creazione e alla tutela della propria credibilità e al mantenimento di rapporti di fiducia e collaborazione con tutti gli interlocutori (dai fornitori, ai clienti, ai consumatori);
  • l’integrazione della sostenibilità nel business come linea strategica di sviluppo.
Il Gruppo, attraverso una propria funzione all’uopo dedicata, si occupa dell’analisi dei rischi di compliance presso tutte le società; inoltre, nelle società italiane sono stati adottati i modelli organizzativi per la prevenzione dei reati previsti di cui al D.Lgs. 231/2001 con la creazione di un Organismo di Vigilanza a ciò preposto.
Anche nel corso dell’esercizio appena chiuso Il Gruppo non è stato coinvolto in azioni legali relative a concorrenza sleale o pratiche monopolistiche sul mercato, né tanto meno è stato mai sottoposto all’attenzione degli Organismi antitrust operanti nei Paesi in cui hanno sede le proprie aziende.
Al tempo stesso, non sono state rilevate non conformità a regolamenti o codici di condotta in materia di pubblicità, promozione e sponsorizzazione dei propri prodotti.
Rischio di reporting Riguarda l’affidabilità delle informazioni fornite nel processo di reporting interno ed esterno, relativo all’informativa contabile e non. Per fronteggiare tale rischio, il Gruppo ha implementato in passato e sta continuando a implementare procedure a livello amministrativo, finanziario e gestionale che contribuiscono a ridurne al minimo l’insorgenza. In particolare, il lavoro in corso mira a rendere più integrata ed efficiente la pianificazione economica e finanziaria, per consentire un innalzamento qualitativo del livello di monitoraggio di tutti i settori aziendali.
Tra gli strumenti operativi utilizzati è importante segnalare SAP, Bw Sem, Piteco e Tagetik; in particolare, il software gestionale SAP ha permesso una totale integrazione delle diverse aree aziendali, che possono così essere costantemente monitorate.
La certificazione dei bilanci di esercizio a opera di primaria società di revisione rappresenta un ulteriore strumento di verifica del processo.
Il Gruppo ha inoltre introdotto da alcuni anni gli applicativi Piteco e Piteco CBC (Corporate Banking Communication) per il trattamento in totale sicurezza della connettività Azienda-Banca implementando soluzioni gestionali in area Tesoreria per la gestione di tutte le disposizioni di pagamento, la completa automazione dei workflow autorizzativi, la loro tracciabilità e la gestione sicura dei flussi dispositivi in mobilità e della Firma Digital. La gestione dei pagamenti verso fornitori, in particolare, rappresenta un processo complesso al quale il Gruppo presta attenzione rilevante in termini di sicurezza ed efficienza. In tal senso il sistema di gestione dei pagamenti offerto da Piteco consente, attraverso un’unica piattaforma, la governance delle disposizioni in entrata e in uscita dall’azienda verso il mondo bancario, includendo, tra le altre cose, i pagamenti verso i fornitori, il versamento delle tasse (a eccezione di alcuni Paesi dove parzialmente viene sfruttato ancora l’internet banking) e degli stipendi.
Per rendere ancora più efficiente questa piattaforma e conseguire una riduzione dei costi, il Gruppo ne ha implementato il collegamento alla rete Swift.
Inoltre, nel corso del 2019 sono state avviate diverse attività volte a migliorare la sicurezza informatica del Gruppo. In particolare, è stata rafforzata la collaborazione con Microsoft ed è stato avviato un piano volto a migliorare diversi aspetti legati alla disponibilità e alla sicurezza dei dati aziendali; sempre nel corso dell’esercizio appena chiuso è stato intrapreso un percorso che ha portato l’ICT del Gruppo a ottenere la certificazione ISO 27001 relativa alla sicurezza delle informazioni.
Dal punto di vista del miglioramento dei processi le principali attività poste in essere sono state:
  • rollout modulo Sap Vistex per il controllo dei costi promozionali in Spagna, Francia, Belgio e Polonia;
  • implementazione del CRM per la gestione della LOB relativa all’AFH;
  • implementazione tool su Sap per la gestione della fatturazione elettronica in Italia;
  • implementazione modulo ad hoc per la gestione dei principi contabili IFRS16.

Strategie e rischi associati al prodotto e ai clienti

La strategia: la costante ricerca di un prodotto sostenibile a servizio della comunità in cui il Gruppo opera.
Sicurezza del prodotto: un valore basilare imprescindibile

Il Gruppo è da anni impegnato su questo tema al fine di garantire la massima tutela della salute del consumatore, anticipare le richieste del mercato e cogliere ulteriori opportunità di miglioramento delle prestazioni qualitative dei prodotti realizzati.

La qualità del prodotto passa dalla qualità del sistema azienda

Il Gruppo ha implementato i sistemi di gestione per la qualità nelle aziende a partire dalla metà degli anni ’90, a ulteriore conferma di quanto sia primario il suo interesse per la qualità dei prodotti realizzati.

Questa viene assicurata dal rispetto delle procedure dei Sistemi di Gestione per la Qualità, dalla spinta verso il miglioramento continuo, dal puntuale e assiduo training delle risorse coinvolte e dal costante monitoraggio dei processi.

I RISCHI: LA TUTELA DEL VANTAGGIO COMPETITIVO ACQUISITO NEL TEMPO
TIPOLOGIA DI RISCHIO DESCRIZIONE DEL RISCHIO POLITICA DI GESTIONE DEL RISCHIO
Il rischio Paese La situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo è innanzitutto influenzata dai diversi fattori politici ed economici che incidono sugli andamenti macro economici, tra cui, principalmente: l’instabilità politica ed economica, il tasso di disoccupazione, il livello di fiducia dei consumatori, l’andamento del reddito disponibile delle famiglie e, quindi, dei consumi privati. Come emerge dal grafico che segue, il Gruppo non opera con Paesi instabili da un punto di vista socio, politico ed economico. Inoltre, la dislocazione geografica su più Paesi, anche di continenti diversi, permette di compensare gli andamenti economici negativi di un Paese con gli andamenti positivi di altri. Inoltre, la dislocazione su scala mondiale permette di essere in prossimità dei principali mercati di sbocco, soprattutto nel contesto europeo, con ciò beneficiando di notevoli economie oltre a consentire di offrire un servizio su scala globale. Infine, la riferita vicinanza ai mercati permette di cogliere meglio i bisogni dei consumatori.
USA 18,30%
Regno unito 15,90%
Italia 15,00%
Altri Europa 50,80%
100,00%
Il rischio di settore La situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo è influenzata dall’andamento economico del settore di riferimento, che dipende principalmente dall’andamento della concorrenza, da potenziali nuovi entranti e dalla minaccia di prodotti sostitutivi. Come emerge dal grafico che segue, il Gruppo ha diversificato la propria attività su più settori (Private Label, Brand, Away-From-Home e nel settore dell’e-commerce) cercando di offrire prodotti sempre più performanti e innovativi e dedicando a ognuno specifiche risorse interne.
Bobine (Bobine) 8,20%
Away-From-Home (AFH) 13,70%
Brand e B-brand 31,40%
Private Label e Contractors 46,70%
100,00%
Rischi della produzione Sono tali i rischi di rotture o fermi macchina improvvisi, di perdita di efficienza degli impianti, di incendio, alluvione, furto. La politica di manutenzione programmata attuata da anni e il costante rinnovo tecnologico degli impianti rendono minimi i rischi di rotture o fermi macchina improvvisi. Quanto, invece, ai rischi connessi alla perdita di efficienza degli impianti e alla loro qualità performativa, una specifica funzione corporate monitora costantemente alcuni KPI appositamente individuati degli impianti nei diversi stabilimenti, al fine di intraprendere, qualora necessario, tempestivi provvedimenti. I diversi stabilimenti, dalla parte muraria ai diversi impianti esistenti, risultano infine assicurati contro i principali rischi (incendio, alluvione, furto ecc. ) con primarie compagnie operanti a livello internazionale i cui massimali vengono periodicamente rivisti. Da segnalare, con riguardo alla parte produttiva, l’esistenza di procedure di raccolta dei dati di processo, al fine di migliorare il controllo delle inefficienze e la programmazione delle azioni da intraprendere per la loro eliminazione, nonché il rinnovo tecnologico costante dell’assetto produttivo di cartiera e di converting che ha riguardato, di recente, diversi stabilimenti del Gruppo.
Rischi associati alla logistica distributiva Sono tali i rischi di inefficienze legate alla distribuzione, che si possono ripercuotere in contestazioni da parte dei clienti e quindi in sofferenze con gli stessi. In tale ambito il Gruppo opera:
  • una selezione attenta dei trasportatori, scegliendo quelli che forniscono maggiori garanzie in termini di continuità e tempestività delle consegne;
  • un’accurata programmazione della logistica per ridurre al minimo le inefficienze, monitorate attraverso specifici KPI;
  • un continuo monitoraggio delle performance realizzate, attraverso specifici KPI (quali, ad esempio, il service rate, che ha a oggetto la completezza e la tempestività delle consegne, e lo stock reduction, che ha a oggetto l’ottimizzazione delle scorte); care.
  • una costante attenzione alle richieste dei clienti attraverso le politiche di customer care.
Tali azioni tendono a mitigare molto i rischi in commento.
Non si segnalano al riguardo, nel corso dell’esercizio, eventi significativi da menzionare in questa sede.
I rischi legati alla dipendenza da clienti Sono tali i rischi di dipendenza dai clienti. In tale contesto, le politiche di gestione tese al consolidamento e sviluppo dei marchi propri – che si sono concretizzate nel consolidamento e sviluppo dei marchi esistenti – e al consolidamento dei rapporti con la GDO – che si sono concretizzate in azioni di stakeholder engagement tese alla creazione di partnership durature e nel lancio di prodotti sempre innovativi, caratterizzati da elevate rotazioni e marginalità – tendono ad attenuare tale categoria di rischi.
Non si registrano comunque nell’esercizio concentrazioni di forniture o situazioni tali da rendere significativi tali rischi.

Strategie e rischi associati alla catena di fornitura

I RISCHI: LA GESTIONE SOSTENIBILE DELLA CATENA DI FORNITURA
TIPOLOGIA DI RISCHIO DESCRIZIONE DEL RISCHIO POLITICA DI GESTIONE DEL RISCHIO
Rischio di forniture non “qualificate” Sono tali i rischi di approvvigionamento di materiale e servizi non conformi sotto il profilo qualitativo e della sostenibilità in materia ambientale, etica ecc. Il Gruppo ha come obiettivo primario quello di avere una catena di fornitura caratterizzata dall’assenza di rischi reputazionali. Tale obiettivo è stato declinato in due linee di intervento che prevedono, da un lato, la valutazione delle strategie e delle performance di sostenibilità dei fornitori e, dall’altro, l’adozione di un modello di sostenibilità negli acquisti. Lo strumento scelto per la valutazione dei fornitori in materia di sostenibilità è la piattaforma TenP, che mette a disposizione un sistema di prequalifica che valuta il singolo fornitore in relazione a condizioni di lavoro, rispetto dei diritti umani, tutela dell’ambiente e lotta alla corruzione.
Il coinvolgimento di tutti i fornitori consente al Gruppo di migliorare ulteriormente le proprie performance minimizzando il rischio reputazionale.
Nel 2019, la percentuale di fornitori “critici” soggetti alla procedura di prequalifica ha raggiunto il 85%.
Rischi dipendenza dai fornitori Sono tali i rischi di dipendenza dai fornitori di beni e di servizi. La fungibilità dei fornitori di beni e di servizi, attuata attraverso una costante diversificazione dei fornitori stessi, a livello nazionale e internazionale, rende non significativo il rischio di dipendenza.
Rischi legati alla digitalizzazione dei sistemi Sono tali i rischi di dipendenza dai fornitori per effetto del maggior impiego delle tecnologie nei sistemi di fabbrica e nei sistemi gestionali. Contro tale rischio il Gruppo:
  • per le tecnologie impiegate nei sistemi gestionali, pur avendo un sistema gestionale ERP integrato su tutte le aree (SAP), si rivolge per i programmi accessori a fornitori alternativi e comunque di primaria importanza (Tagetik, Sales Force, Piteco ecc.);
  • per la parte legata ai sistemi di fabbrica la presenza di applicativi diversi presso i singoli stabilimenti, poi interfacciati a livello corporate con il programma gestionale SAP, permette di ridurre sensibilmente il rischio in disamina.

Strategie e rischi associati al personale e all’ambiente

I RISCHI: LA TUTELA DELLA RISORSA PER GARANTIRE BENEFICI SOCIALI E AMBIENTALI DI LUNGA DURATA
TIPOLOGIA DI RISCHIO DESCRIZIONE DEL RISCHIO POLITICA DI GESTIONE DEL RISCHIO
Rischi associati ai dipendenti e alla sicurezza dell’ambiente di lavoro Sono tali i rischi di infortuni sui luoghi di lavoro, ma anche di rivendicazioni salariali e di trasferimento del know-how aziendale all’esterno, ad esempio, per un elevato turnover dei dipendenti. La tutela della salute dei lavoratori, degli appaltatori e dei visitatori è assicurata mediante il monitoraggio costante degli ambienti di lavoro, con l’implementazione dei migliori standard di sicurezza sulle macchine e sugli impianti e con l’attuazione di programmi formativi e di attività di informazione.
Viene dedicata particolare attenzione alla scelta dei dispositivi di protezione individuale (DPI) al fine di verificarne costantemente l’efficienza e migliorarne continuamente l’efficacia per garantire sempre maggiori livelli di protezione e di comfort.
L’adozione di tali misure ha permesso di ridurre al minimo i rischi, come confermano i risultati registrati nel 2018 sugli Indici di Frequenza (IF) e di Gravità (IG).
INDICE DI FREQUENZA E DI GRAVITÀ
Indice Indice di Frequenza* (IF) Indice di Gravità** (IG)
12,36 0,38
Il dato si riferisce al mese di dicembre 2019.
* (IF): numero di infortuni/ore lavorate x 1.000.000
** (IG): giorni di assenza per infortunio/ore lavorate x 1.000

I valori degli indici di infortunio riportati non tengono conto né degli infortuni in itinere, né di quelli che causano meno di tre giorni di assenza del lavoratore. Inoltre, vengono conteggiati solo gli infortuni che hanno comportato l’abbandono del posto di lavoro.
Infine, non vi sono state particolari rivendicazioni salariali o azioni da parte dei dipendenti e il livello di turnover registrato non è significativo.
Rischi operativi associati alla normativa ambientale o a incidenti con ripercussioni ambientali Sono tali i rischi correlati a sanzioni o limitazioni delle attività produttive in conseguenza di inadempienze legali o autorizzative, o come effetto di incidenti per cause naturali o tecniche che possono indurre inquinamento o alterazione delle principali matrici ambientali (incendi, alluvioni, guasti, rotture). L’adozione di Sistemi di Gestione Ambientali certificati secondo norme internazionali (ISO 14001, EMAS) e i frequenti audit, sia interni sia di terza parte, rappresentano il principale presidio di prevenzione dai rischi da inadempienze normative o incidenti con conseguenze ambientali.
Rischi operativi associati alla disponibilità delle risorse naturali (acqua, legno e derivati, combustibili) Sono tali i rischi connessi con la ridotta disponibilità di molte risorse naturali, alcune delle quali indispensabili per la produzione cartaria, come l’acqua dolce e il legno per la produzione di cellulosa, o per usi energetici, tenuto conto che i cambiamenti climatici e l’aumento dei consumi globali stanno innescando importanti cambiamenti di disponibilità di tali risorse. Il Gruppo ha effettuato importanti investimenti riducendo quanto tecnicamente possibile la quantità di acqua necessaria al processo produttivo. A oggi il prelievo idrico medio del Gruppo è meno della metà del benchmark di settore e negli ultimi anni ha avuto il seguente trend.
PRELIEVO IDRICO ANNUO SPECIFICO DEGLI STABILIMENTI DEL GRUPPO SOFIDEL
2019 2018 2017
Prelievo (m3 /t carta) 7,3 7,1 7,1

Sul fronte delle risorse forestali gli acquisti di beni certificati con standard di Catena di Custodia e la scelta di privilegiare materiale proveniente da Paesi con basso rischio forestale rappresentano i principali presidi di gestione di tali potenziali criticità.
Il rischio di interruzioni non programmate della fornitura energetica è mitigato per effetto delle azioni di monitoraggio continuo dello stato di salute finanziaria dei fornitori energetici e attraverso la manutenzione e l’aggiornamento continuo dei propri impianti secondo le norme tecniche in campo energetico.
Rischi associati alla disponibilità della cellulosa Sono tali i rischi associati alla disponibilità della cellulosa, la principale materia del processo produttivo, sia in termini di quantità che qualità. Infatti, l’intero ciclo produttivo può subire dei rallentamenti per carenza o ritardi nella consegna di cellulosa, ovvero dei danni per la bassa qualità della stessa. In tale ambito il Gruppo, conformemente alla propria policy, si tutela:
  • attraverso un’accurata selezione dei fornitori tesa a individuare partner commerciali in grado di garantire quantità e termini di consegna, oltre che qualità delle fibre (intesa sia come qualità intrinseca dei materiali sia come garanzia di gestione ecosostenibile delle risorse forestali);
  • attraverso la stipula di contratti, anche pluriennali, di fornitura, onde ottenere condizioni economiche migliori sfruttando la maggiore forza contrattuale.
Nel corso del 2019 gli acquisti hanno riguardato per la loro totalità cellulose provenienti da fonti certificate o controllate.

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