Outlook delle performance economiche e finanziarie del gruppo

L’andamento dell’economia mondiale

Negli ultimi due anni – 2017 e 2018 – l’economia mondiale è cresciuta del 3,7% in ciascun anno, al netto dell’inflazione, con i Paesi avanzati che – trainati dagli Stati Uniti – hanno fatto registrare un +2,5% e i Paesi emergenti vicini al +5%, sostenuti dalla persistente performance dei Paesi dell’Asia sud-orientale, Cina e India prima di tutto. L’economia globale ha iniziato l’anno 2018 con tassi di crescita elevati per poi arrestarsi all’inizio dell’estate quando, tenuto conto del contesto di incertezze di natura geopolitica che si è venuto a creare e della vulnerabilità registrata nei mercati emergenti, la fiducia degli investitori sulle prospettive economiche ha perso quota, dando spazio all’incertezza che ha guidato gli scossoni dei mercati finanziari degli ultimi mesi dell’anno.

Una delle ragioni di questa frenata è stata la guerra commerciale che ha caratterizzato i rapporti tra le prime due economie mondiali: i dazi decisi dagli Stati Uniti in luglio sulle esportazioni di prodotti cinesi e le contromisure approvate dalla Cina sull’import di prodotti made in USA come ritorsione commerciale.

Nonostante i problemi legati alle tensioni commerciali e al calo della produzione manifatturiera globale, l’economia americana nel 2018 è cresciuta a un ritmo più veloce rispetto all’ultimo decennio grazie ai tagli della riforma fiscale, che hanno ridotto le imposte societarie, e all’aumento della spesa pubblica, che ha stimolato la domanda ma che ha fatto anche crescere il deficit USA a livelli record.

Nell’area dell’euro la crescita si è indebolita nel terzo trimestre 2018, registrando un incremento dello 0,2% sul periodo precedente, dopo una crescita dello 0,4% nei primi due trimestri; dati recenti continuano a indicare un’evoluzione più debole rispetto alle attese per via del rallentamento della domanda estera, a cui si sono aggiunti alcuni fattori specifici a livello di Paese e di settore.

In linea generale, le prospettive globali di sviluppo dipendono principalmente dagli esiti dei negoziati tra USA e Cina e dal possibile riacutizzarsi delle tensioni finanziarie nei Paesi emergenti, nonché dalle modalità con le quali avrà luogo la Brexit.

(Fonti: Bollettini periodici Banca d’Italia, Banca Centrale Europea e Il Sole24Ore)

L’andamento economico finanziario del gruppo

I principali aspetti relativi all'andamento economico finanziario del Gruppo sono i seguenti:

Costi di gestione

Nel corso del 2018 il Gruppo ha perseguito le politiche di investimento sia in Europa che in USA potenziando i siti già esistenti in Polonia e Spagna e costruendo due nuovi impianti produttivi: uno in Ohio, inaugurato in ottobre, e l’altro in Oklahoma, che verrà ultimato nel corso del 2020.

I costi di gestione, inevitabilmente, sono stati gravati da maggiori spese per:

  • personale assunto con molto anticipo rispetto all'avvio dell’impianto per necessaria formazione in loco;
  • costi di avviamento impianti produttivi;
  • formazione del personale;
  • costi di approvvigionamento delle materie per riorganizzazione della logistica;
  • costi di distribuzione dei prodotti finiti per riorganizzazione della logistica.

Gli investimenti, una volta ultimati, garantiranno al Gruppo alti livelli di efficacia ed efficienza destinati a perdurare nel tempo con costi di gestione altamente competitivi.

Cellulosa ed energetici

Il prezzo della cellulosa, la materia principale del ciclo produttivo, ha continuato a crescere ininterrottamente durante tutto l’esercizio appena chiuso, raggiungendo record storici nel settore con un cambio euro dollaro che nell’ultima parte dell’anno ha contribuito a incrementare il costo di acquisto. Il Gruppo ha continuato a perseguire i propri obiettivi utilizzando cellulose che hanno consentito di massimizzare l’efficienza e la qualità dei prodotti.

Sul fronte dell’approvvigionamento energetico, il 2018 è stato caratterizzato da un sensibile aumento dei prezzi che, in concomitanza con la fase di start-up degli investimenti in America e in Europa, ha comportato un incremento del costo di gestione.

Sul rialzo del prezzo del gas naturale hanno influito:

  1. l’aumento del prezzo del petrolio e l’inverno particolarmente rigido che è giunto in concomitanza con un basso livello degli stoccaggi;
  2. la bassa disponibilità di energia nucleare in Francia con la conseguente maggior domanda di gas da centrali termo - elettriche;
  3. lo scarso afflusso di LNG (Gas Naturale Liquefatto) in Euro - pa, dirottato, per via dei prezzi più elevati, verso il mercato asiatico.

Il prezzo dell’energia elettrica è aumentato come conseguen - za dell’aumento dei prezzi del petrolio, gas e carbone e per il vertiginoso aumento delle quote di emissioni di CO2.

Il Gruppo, come negli anni precedenti, ha perseguito una po - litica di attenta selezione dei fornitori con alto grado di affidabilità per garantire stabilità nelle forniture, ha adottato misure per mitigare gli effetti dell’oscillazione dei prezzi e ha monitorato costantemente i mercati per sfruttare eventuali opportunità in termini di agevolazioni economiche. Per mitigare i consumi il Gruppo effettua manutenzioni e aggiornamenti continui sui propri macchinari e impianti, tenendo conto delle norme tecniche in campo energetico e ambientale.

Trasporti

La presenza dei propri siti produttivi nei principali mercati di sbocco consentirà al Gruppo una maggiore integrazione produttiva e una conseguente riduzione dei costi logistici. Tuttavia, in attesa dell’entrata in produzione dei nuovi impianti, i maggiori volumi acquisiti hanno portato, nella parte centrale dell’anno, a un incremento del costo di trasporto per poi registrare una forte flessione, negli ultimi mesi del 2018, in coincidenza con la fase di start-up del sito di Circleville in Ohio.

Costi di struttura

Il Gruppo, sfruttando le sinergie dovute alle proprie dimensioni, ha ritenuto necessario intraprendere un percorso volto ad aumentare l’efficacia e l’efficienza della struttura organizzativa nell’ottimizzazione del controllo dei processi e delle ri - sorse impegnate. In Europa, a parità di perimetro aziendale, i costi di struttura sono stati ridotti di circa il 12% rispetto all’anno precedente mantenendo inalterate le performance quantitative e qualitative.

Questa politica di rafforzamento della capacità competitiva ha comportato la dismissione dello stabilimento di Horwich, nel Regno Unito, a compimento entro marzo 2019; la cessazione dell’attività della società di logistica Thüringer Hygiene Papier Logistik GmbH (THPL), in Germania; l’avvio della messa in liquidazione di Sofidel Turkey in Turchia, che sarà perfezionata entro la metà del 2019; una maggiore attenzione alla gestione dei costi, che ha comportato una riduzione di alcuni di quelli strumentali non strategici. Operazioni strutturali di efficientamento economico destinate a produrre nel tempo risparmi rilevanti.

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