Outlook delle performance economiche e finanziarie del gruppo

L’andamento dell’economia mondiale

Nel corso del 2019 la crescita globale è rimasta contenuta. Il commercio internazionale è tornato a espandersi nel terzo trimestre: il PIL negli Stati Uniti e nel Giappone è cresciuto a tassi simili a quelli del periodo precedente; nel Regno Unito è risalito, mentre in Cina l’attività economica ha rallentato nei mesi estivi, ma gli indicatori più recenti ne prefigurano una stabilizzazione. La crescita è diminuita più nettamente in India, è rimasta modesta in Russia e in Brasile. I rischi per la crescita globale rimangono orientati al ribasso; si sono ridimensionati quelli di un inasprimento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina; sono invece in deciso aumento le tensioni geopolitiche, in particolare tra Stati Uniti e Iran, e permangono timori che l’economia cinese possa rallentare in misura più pronunciata rispetto alle attese. 

Nell’area “euro” l’attività economica è frenata dalla debolezza registrata nel settore manifatturiero; nel terzo trimestre la crescita del PIL è rimasta allo 0,2% sul periodo precedente. L’attività economica è stata sostenuta dalla domanda interna e in particolare dai consumi, che si sono rafforzati grazie al buon andamento dell’occupazione. La debolezza si è concentrata nel settore industriale, dove l’attività si è nuovamente contratta nei mesi estivi, con un calo particolarmente marcato in Germania; il valore aggiunto nel settore dei servizi è invece cresciuto sia nell’area sia nelle tre maggiori economie. Permane il rischio che, se protratta nel tempo, la debolezza del settore industriale si trasmetta all’attività nei servizi. Nelle proiezioni dell’Eurosistema elaborate in dicembre, la crescita del PIL nel 2019 è stimata dell’1,2%; scenderebbe all’1,1% nel 2020 e si porterebbe all’1,4% nei due anni successivi. Rispetto a quanto prefigurato in settembre, la proiezione di crescita è stata rivista al rialzo nel 2019 per un decimo di punto e al ribasso, sempre per un decimo, nel 2020. Nella riunione del 12 dicembre il Consiglio direttivo della BCE ha confermato l’orientamento di politica monetaria introdotto in settembre: i tassi ufficiali rimarranno su valori pari o inferiori a quelli attuali finché le prospettive dell’inflazione non abbiano stabilmente raggiunto un livello prossimo al 2%. 

In Italia, il PIL è lievemente cresciuto nel terzo trimestre e, sulla base delle informazioni disponibili, dovrebbe essere rimasto pressoché stazionario nel quarto, continuando a risentire soprattutto della debolezza del settore manifatturiero; sulla base di queste valutazioni si può stimare che la crescita del PIL nel 2019 è pari a circa lo 0,2%. La manovra di bilancio per il triennio 2020-2022, approvata lo scorso dicembre dal Parlamento, accresce il disavanzo di 0,7 punti percentuali del PIL in media all’anno rispetto ai valori tendenziali; nei programmi del Governo l’incidenza dell’indebitamento netto e del debito sul PIL, dopo una stabilizzazione nel 2020, si ridurrebbe nel biennio successivo. Nello specifico, per l’Italia, è previsto un incremento del PIL dello 0,5% quest’anno, dello 0,9% nel 2021 e dell’1,1% nel 2022. L’attività sarebbe sostenuta sia dalla graduale ripresa degli scambi internazionali, sia dalla moderata espansione della domanda interna. Gli investimenti, pur risentendo di una persistente incertezza, trarrebbero impulso dal progressivo recupero delle prospettive di domanda globale e da condizioni di finanziamento espansive. 

(Fonte: Bollettino Economico, Banca d’Italia, Eurosistema, n.1/2020) 

L’andamento economico-finanziario del gruppo

I principali aspetti relativi all'andamento economico-finanziario del Gruppo sono i seguenti:

Costi di gestione

Il Gruppo nel corso del 2019 ha perseguito le politiche di investimento, concentrando le maggiori spese sul consolidamento della capacità produttiva dell’impianto di Circleville in Ohio, avviato nel corso del 2018, e nell’ultimazione del sito produttivo integrato di Inola in Oklahoma. 

In Oklahoma la produzione di prodotto finito è iniziata a partire dalla metà del 2019 sia con l’utilizzo di macchine nuove appena installate che di quelle già utilizzate nel sito provvisorio di Tulsa. 

A Gennaio 2020 inoltre è stata avviata la prima macchina continua e la partenza della seconda continua è prevista entro l’estate del 2020. 

Gli investimenti una volta ultimati garantiranno al Gruppo alti livelli di efficacia ed efficienza destinati a perdurare nel tempo con costi di gestione altamente competitivi. 

Al momento i costi di gestione, inevitabilmente, sono stati gravati da maggiori spese per lo start up: 

  • personale assunto con anticipo rispetto all’avvio dell’impianto per necessaria formazione in loco; 
  • costi avviamento impianti produttivi; 
  • formazione del personale; 
  • costi di approvvigionamento materie per riorganizzazione della logistica; 
  • costi di distribuzione dei prodotti finiti per riorganizzazione della logistica; 

Cellulosa ed energetici

Il costo della cellulosa, la materia principale del ciclo produttivo, che proprio alla fine dell’anno 2018 aveva raggiunto il suo massimo livello ha iniziato a decrescere sin dai primi mesi dell’anno appena chiuso. Alla fine la riduzione media rispetto all’anno precedente è stata del 12%. Il costo dell’energia all’inizio dell’anno, in seguito agli avviamenti delle nuove cartiere (Polonia, Spagna, Ohio), è stato più elevato rispetto alla seconda parte del 2019 dove l’efficienza degli impianti ha ottimizzato anche il consumo energetico.  

Inoltre, nel corso del 2019 il costo delle commodity energetiche ha segnato un deciso cambio di tendenza, spinti al ribasso da un inverno mite e buoni stoccaggi di gas naturale, il ritorno in marcia di diversi impianti nucleari francesi e una continua crescita di energia elettrica prodotta da fonte rinnovabile. Sul ribasso dei prezzi hanno inciso anche le crescenti importazioni di shale gas proveniente da Stati Uniti e Australia e la stabilizzazione dei prezzi della CO2 2

Trasporti

La presenza nei principali mercati di sbocco, con i propri siti produttivi, continua a consentire al Gruppo una maggiore integrazione produttiva e una conseguente riduzione dei costi logistici. 

Il Gruppo infatti ha migliorato sensibilmente le incidenze dei costi di trasporto in coincidenza dello start up del sito di Circleville in Ohio a fine 2018. Nel corso dell’esercizio, infatti in Usa sono stati raggiunti i livelli di incidenza di costo pari all’Europa, nonostante siano ancora presenti inefficienze dovute alla fase di start up dello stabilimento in Oklahoma. 

Costi di struttura

Il Gruppo, sfruttando le sinergie dovute alle proprie dimensioni, continua ad intraprendere un percorso volto ad aumentare l’efficacia e l’efficienza della struttura organizzativa nell’ottimizzare il controllo dei processi e delle risorse impegnate. In Europa i costi di struttura sono rimasti pressoché invariati rispetto all’esercizio precedente. Per il perimetro USA la crescita dei costi fissi è logicamente correlata ai nuovi investimenti Ohio e Oklahoma e finalizzati a mantenere inalterate le performance quantitative e qualitative dei prodotti e servizi offerti. 

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